
In occasione dell’iniziativa S-Passo al Museo promossa ogni anno da Regione Toscana per la realizzazione di campi settembrini nei musei, il Museo Archeologico del Chianti ripropone i temi del campo estivo di luglio ma a gran richiesta adattati e dedicati alla fascia di età 11-13 anni.
Il campo settembrino Le dame, i cavalier, l’arme… a Castellina, si svolge nella prima settimana di settembre dal 1° al 5.
Tema conduttore, come suggerito dal titolo che evoca l’inizio dell’Orlando Furioso di Ariosto, è il Medioevo, epoca testimoniata concretamente dalle vestigia del centro storico di Castellina in Chianti e dall’imponente Rocca parte del percorso di visita del Museo Archeologico del Chianti. Ogni giornata è dedicata a un’attività specifica che si cala nel contesto storico del borgo di Castellina: l’arte di scrivere con la penna d’oca esplorando tipi diversi di scrittura in uso al tempo, la pittura a uovo con i pigmenti minerali e l’oro in foglia, l’arte della guerra con l’osservazione delle difese castellinesi e la riproposizione di strategie militari e modellini di armi, elementi decisivi per la storia del castello allora posto sotto il dominio fiorentino. L’attività conclusiva del campo prevede che i ragazzi si calino nei panni di capitani, soldati, dame e cavalieri. Sulla base delle conoscenze acquisite durante la cinque giorni e con l’uso degli oggetti via via realizzati, viene costruita insieme ai ragazzi una messa in scena di alcuni momenti salienti della storia del castello fiorentino senza scordare l’importanza dell’improvvisazione e dell’immaginazione personale.
Tanti laboratori per immergersi in un Medioevo pieno di vita, colore e ingegno e per iniziare a conoscere un’epoca che di oscuro e fantasy non ha niente, anzi che si scopre essere per questo ancor più ricca di fascino!
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Un appuntamento dedicato ai più piccoli per riscoprire, attraverso il gioco e la creatività, le radici storiche del territorio. Mercoledì 30 luglio, dalle ore 10 alle 12, il Museo Archeologico del Chianti ospiterà “Mani in pasta… nell’argilla!”, un laboratorio didattico rivolto ai bambini dai 7 anni in su.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Castellina in Chianti, propone un’esperienza coinvolgente e istruttiva che unisce artigianalità, storia e tradizione. I partecipanti, guidati da operatori specializzati, potranno modellare l’argilla, sperimentando tecniche antiche e dando forma alla propria fantasia con materiali semplici ma ricchi di significato. Un’occasione per avvicinare i più giovani al patrimonio culturale locale, stimolando manualità e creatività in un contesto ludico ed educativo. L’appuntamento verrà ripetuto lunedì 11 agosto, sempre dalle 10 alle 12.
Focus della manipolazione sono alcune tipiche forme ceramiche in uso presso gli Etruschi durante i banchetti. Con l’uso delle sole mani si sperimenta la tecnica più antica che non prevedeva l’uso del tornio e si conoscono da vicino le caratteristiche dell’argilla, materiale naturale indissolubilmente legato alla storia umana.
Info e iscrizioni. La partecipazione è gratuita, ma i posti sono limitati. La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 0577 742090 (attivo tutti i giorni dalle 10 alle 18) o inviando una mail a info@museoarcheologicochianti.it.

Dopo il grande successo dello scorso anno torna Musica al Museo, con quattro appuntamenti in programma il 23 e 30 luglio e il 20 e 27 agosto, per vivere insieme musica, arte, cultura e le eccellenze vitivinicole del territorio. l’iniziativa è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti in collaborazione con il Museo Archeologico del Chianti e l’associazione dei Viticoltori di Castellina in Chianti.
Mercoledì 23 luglio la rassegna musicale si apre con l’Ensemble vocale Ars Harmonica di Siena. Il variegato programma spazia dalla musica rinascimentale, alla barocca e romantica fino all’epoca moderna e contemporanea (vd. programma allegato).
A seguire degustazione di vini locali dell’Azienda Agricola Gagliole.
L’iniziativa si tiene nei suggestivi spazi della Rocca medievale del Museo Archeologico del Chianti: atrio principale, corte del pozzo e terrazza.
Ingresso libero



Il 2025 sarà un anno cruciale per la valorizzazione della cultura etrusca in Toscana e Castellina in Chianti si appresta a esserne uno dei principali protagonisti. Il Museo Archeologico del Chianti ospiterà, infatti, dal 27 giugno al 6 gennaio 2026, la mostra “Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli”, primo evento delle celebrazioni per i 40 anni del ‘Progetto Etruschi’ promosso dalla Regione Toscana.
L’evento inaugurale a Castellina in Chianti – Venerdì 27 giugno, alle ore 18, prima dell’inaugurazione della mostra si terrà la conferenza del giornalista e scrittore Fabio Isman intitolata “L’arte e l’archeologia razziate”. Esperto di traffici illeciti e devastazioni del patrimonio culturale, Isman porterà il pubblico dentro una battaglia culturale che da decenni combatte a colpi di inchieste, libri e articoli: quella contro il saccheggio dell’arte antica, e in particolare contro gli scavi clandestini che hanno privato il nostro Paese di inestimabili tesori. A seguire, alle ore 18.45, sarà inaugurata la mostra “Archeologia salvata: i primi Etruschi a Fonterutoli”, frutto di un recupero eccezionale avvenuto a Castellina in Chianti. I reperti esposti, in arrivo da scavi illeciti intercettati grazie all’intervento del Gruppo Archeologico Salingolpe e delle autorità, rappresentano i primi materiali restituiti al patrimonio collettivo. La mostra celebra, così, non solo il valore degli oggetti, ma anche l’efficacia della collaborazione fra istituzioni, cittadini e ricerca scientifica.
La storia degli scavi illeciti e le tombe etrusche oggi custodite a Castellina in Chianti – Alla fine del 2024, nei pressi di Fonterutoli, una zona già nota per presenze e reperti etruschi, il Gruppo Archeologico Salingolpe, storico sodalizio castellinese, ha individuato i segni di uno scavo clandestino. L’allarme lanciato dai volontari ha attivato immediatamente l’intervento dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale di Firenze che, insieme alla Soprintendenza Archeologica di Siena, hanno permesso di recuperare oltre 130 reperti etruschi in bronzo, sottratti fortunosamente alla dispersione nel mercato nero. Con la collaborazione dell’Università di Siena e della famiglia Mazzei, proprietaria del terreno, è stata individuata una necropoli etrusca fino ad allora sconosciuta – risalente al periodo compreso fra la fine dell’VIII secolo a.C. e l’inizio del VII secolo a.C. – con due tombe intatte, una maschile e una femminile, contenenti fibule in bronzo, ornamenti e oggetti d’uso che raccontano i riti funerari e l’artigianato raffinato di un’epoca in cui il Chianti era già profondamente legato a Volterra, uno dei grandi centri della civiltà etrusca.
Un museo al centro della nuova Toscana etrusca. Il ruolo di Castellina in Chianti e del Museo Archeologico del Chianti va però oltre l’evento inaugurale del 27 giugno. Il Museo Archeologico del Chianti, infatti, già esempio virtuoso di gestione territoriale del patrimonio, è uno dei luoghi simbolici della nuova stagione etrusca che la Regione Toscana ha scelto di lanciare nel 2025, a quarant’anni dal pionieristico ‘Progetto Etruschi’ nato nel 1985 con l’intento di “portare gli Etruschi fuori dalle stanze degli studiosi”. Quel progetto segnò un cambio radicale nel modo di comunicare e vivere l’archeologia in Toscana, facendo della civiltà etrusca non solo un oggetto di studio, ma anche un motore di identità, turismo e creatività contemporanea. Oggi la Regione Toscana, a 40 anni di distanza, ha ideato un programma diffuso e partecipativo di eventi che coinvolgerà musei su tutto il territorio e proporrà laboratori didattici, conferenze scientifiche e strumenti digitali, fra cui tour virtuali e percorsi narrativi sul portale www.cultura.toscana.it. In questo panorama, Castellina in Chianti si afferma come uno degli avamposti di riferimento, non solo per la qualità del museo e delle sue collezioni, ma anche per la capacità di coniugare tutela, ricerca e coinvolgimento del territorio.
Dichiarazione del sindaco – Il Gruppo Archeologico Salingolpe si è costituito formalmente nel 1987 su iniziativa di alcuni cittadini appassionati di archeologia, che già negli anni precedenti avevano individuato e segnalato dei siti romani. Dall’attivismo dei volontari e dalle relazioni con il Comune e con la Soprintendenza di allora, nacque la prima importante attività archeologica sul territorio dalla scoperta del Tumulo di Montecalvario avvenuta all’inizio del XX secolo. Nel 1988, infatti, il neocostituito Gruppo Archeologico partecipò attivamente allo scavo diretto dalla Soprintendenza nell’area di Fonterutoli-Poggino che portò alla luce quattro tombe risalenti tra il VII e la fine del VI secolo a.C. e numerosi reperti conservati al loro interno e oggi esposti al Museo Archeologico del Chianti. Ancora una segnalazione del Gruppo ha portato allo scavo – condotto in concessione dal Comune – della necropoli etrusca in località Casa Rosa al Taglio, poco a sud del confine urbano di Castellina, che ha restituito alcuni oggetti funerari in ceramica, anch’essi visibili al Museo Archeologico del Chianti. Fra il 2023 e il 2024, inoltre, il Gruppo Archeologico Salingolpe è stato impegnato in due campagne di scavo a Collepetroso, tra Radda in Chianti e Castellina in Chianti, che hanno portato alla luce antiche sepolture altomedievali, reperti in ceramica e numerose monete di svariata provenienza.

Le dame, i cavalier, l’arme… a Castellina è il titolo del campo museale che riecheggia il celebre inizio dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto che subito introduce alcuni personaggi e temi protagonisti dei cinque giorni. Tema conduttore è il Tardo Medioevo, epoca testimoniata concretamente dalle vestigia del centro storico di Castellina in Chianti e dall’imponente Rocca parte del percorso di visita del Museo Archeologico del Chianti.
Ogni giornata è dedicata a un’attività specifica che spesso si lega alla storia antica del borgo di Castellina: l’arte di scrivere con la penna d’oca esplorando tipi diversi di scrittura dell’epoca, la pittura a uovo con i pigmenti minerali e l’oro in foglia, l’arte della guerra con l’osservazione delle difese castellinesi e la riproposizione di strategie militari e modellini di armi, elementi decisivi per la storia del castello allora posto sotto il dominio fiorentino. Nell’ultimo giorno di campo un’inedita incursione nelle danze farà muovere al ritmo di musica medievale i partecipanti. L’attività conclusiva del campo prevede che i bambini si calino nei panni di capitani, soldati, dame e cavalieri. Sulla base delle conoscenze acquisite durante il campo e con l’uso degli oggetti via via realizzati, viene costruita insieme ai bambini la messa in scena di un preciso avvenimento storico senza scordare l’importanza dell’immaginazione.
Tanti laboratori per immergersi in un Medioevo pieno di vita, colore e ingegno e per iniziare a conoscere un’epoca che di oscuro e fantasy non ha niente, anzi che si scopre essere per questo ancor più di fascino!
Il campo estivo è strutturato per coinvolgere a 360° i bambini alternando momenti di osservazione e ascolto a quelli manuali e creativi, siano essi laboratori da svolgere seduti oppure di movimento e gioco. Le attività si svolgono nella sola mattinata all’interno ed all’esterno dei locali del Museo e della Rocca e in alcuni giorni può essere prevista l’uscita a piedi nel centro storico di Castellina in Chianti e al vicino tumulo di Montecalvario. L’accoglienza è garantita dalle ore 8.30, i laboratori iniziano alle ore 9. A metà mattina è prevista la pausa con merenda al sacco per proseguire con le attività fino alle 12.30 circa. Ritiro dei partecipanti entro le ore 13.
Le iscrizioni sono aperte fino a venerdì 4 luglio. Max 15 partecipanti e non sono previste iscrizioni a singole giornate.
In collaborazione con la sezione soci di Poggibonsi per Unicoop Firenze.
Torna nella seconda domenica di ottobre l’appuntamento con FAMU – Giornata nazionale delle Famiglie al Museo, la manifestazione culturale dedita a promuovere e facilitare l’incontro tra le famiglie e i luoghi espositivi di cui è ricco il nostro Paese. Il tema dell’edizione 2024, è “un museo green” incentrato sulla sostenibilità in campo culturale.
Il museo propone alle ore 16.00 di domenica 13 ottobre l’iniziativa Pietra e fuoco. Viaggio sostenibile nella Preistoria, per far rivivere tramite suoni, odori e movimenti, attività antiche quanto l’uomo, ripetutesi per migliaia di anni ma di cui spesso non restano molte tracce archeologiche. Al museo sono esposti pochi utensili di selce e diaspro che testimoniano la frequentazione del Chianti almeno 4000 anni fa. La Preistoria è il periodo della storia umana più lungo tuttavia spesso resta sottostimato. Al tempo stesso esso è forse stato il periodo più sostenibile in termini di impatto ambientale.
Un esperto spiega e dimostra dal vivo come selce, osso, corno e pelle erano impiegati per realizzare diversi strumenti e come questi potevano essere impiegati. Un’esperienza unica durante la quale si può assistere in prima persona alle tecniche di scheggiatura della selce e vedere come si innesca la scintilla per accendere il fuoco con gli strumenti a disposizione al tempo.
Il protagonista dell’esperienza è Fabian Eder, tedesco di origini ma cresciuto e residente a Castellina in Chianti. Dal 2012 sperimenta le tecniche di lavorazione preistoriche di corno, osso, legno e pietra – in particolare selce – per realizzare riproduzioni di armi e utensili preistorici dalle amigdale e i chopper, ad asce, lame e punte di freccia, ad arpioni e zagaglie. Gli oggetti che realizza furono in uso in un lungo arco temporale, dal periodo Paleolitico all’Età del rame. Eder è autodidatta ma con passione, notevole capacità manuale e la consulenza di personalità e studiosi del settore ha acquisito abilità specifiche nel campo dell’archeologia sperimentale.
L’incontro susciterà curiosità in tutte le età e sarà occasione per riflettere sull’impatto delle attività umane sull’ambiente in bilico fra passato, presente e futuro.
Al termine dell’iniziativa per i partecipanti ci sarà una piccola sorpresa da portarsi via, come ricordo dell’esperienza preistorica.
L’attività si svolge al chiuso nella Rocca e tempo permettendo negli adiacenti spazi a cielo aperto.
L’iniziativa è gratuita, adatta alle famiglie e aperta a tutti gli interessati.
È richiesta la presenza di un adulto per i minori sotto i 12 anni.
Lo scorso venerdì 13 settembre al Museo Archeologico del Chianti si è concluso il campo settembrino dal titolo Per mare con Odisseo dedicato ai bambini. Ad una settimana dai laboratori didattici domenica 22 settembre il Museo propone – nell’ambito dell’iniziativa “Il villaggio dello sport” organizzato da CSI Centro Sportivo Italiano sezione di Siena a Castellina in Chianti – un’attività per bambini e famiglie dal titolo Odissea olimpica.
Alle ore 16.00 all’interno dei locali del Museo viene proiettato il filmato risultato del laboratorio teatrale svoltosi durante l’ultima giornata di campo. La messa in scena ha visto come attori protagonisti i bambini che con la propria creatività hanno realizzato le maschere e rappresentato alcuni dei momenti salienti del celebre viaggio dell’eroe greco Odisseo.
La proiezione del filmato aperto alle famiglie e a tutti gli interessati si arricchisce di un’attività giocosa per grandi e piccoli con delle “Olimpiadi enigmistiche” ossia una gara di giochi enigmistici a tema odisseico che stuzzica la memoria ed allena la mente. I partecipanti si sfidano a suon di parole sotto forma di cruciverba e cercaparole sulle divinità dell’Olimpo, i personaggi e i luoghi evocati dal poema omerico.
L’iniziativa è aperta e gratuita.
Nel mese di luglio il Museo Archeologico del Chianti propone come ogni anno cinque giorni dedicati ai bambini di età compresa tra i 7 e gli 11 anni per unire la magia della storia e dell’archeologia a quella dell’apprendimento con laboratori e giochi.
Per la prima volta quest’anno si propongono due turni di svolgimento delle medesime attività, per ampliare la possibilità di partecipazione alle famiglie interessate: 1-5 luglio e 22-26 luglio.
Il titolo del campo museale di luglio è Estate a tinte etrusche dedicato alle arti e all’artigianato che coloravano il mondo etrusco. Quando si pensa alle civiltà antiche del Mediterraneo e così anche a quella etrusca, l’immagine che in genere balza alla mente si tinge del color rossiccio della terracotta e del bianco dei templi. Basta volgere lo sguardo anche solo ad alcuni rari resti di pitture architettoniche per stravolgere questo falso mito. Il campo di luglio intende coinvolgere i partecipanti in un viaggio nel passato per far rivivere oggetti che un tempo erano multicolori o scintillanti ma che non hanno avuto la fortuna di conservarsi fino a noi perché troppo fragili come il vetro o perché deperibili quali le fibre tessili e il cuoio o perché facilmente alterabili come i metalli. Con la fantasia e il bricolage possono dunque prendere forma modellini di vivaci templi e perline variopinte che emulano i giochi di colore della pasta vitrea. Talora invece si sperimentano le tecniche antiche, come la tessitura a tavolette per realizzare cinture o passamanerie sgargianti o lo sbalzo del metallo per accessori sfavillanti da indossare in guerra o non.
Ogni giornata affronta un’arte diversa con laboratori manuali, visite alla collezione museale e momenti di rilassamento e di gioco.
Il campo si svolge durante la mattinata dalle 9 alle 13.
Le attività si svolgono all’interno ed all’esterno dei locali del museo e della Rocca e in alcuni giorni può essere prevista l’uscita a piedi al vicino tumulo di Montecalvario.
Le iscrizioni sono aperte fino al 28 giugno per il primo turno e fino al 19 luglio per il secondo turno. Sono ammessi 15 partecipanti a turno.
Non sono previste iscrizioni a singole giornate. Per l’iscrizione alla seconda settimana sarà data precedenza ai bambini che non hanno già partecipato al primo turno di luglio.






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